Purpose marketing, una strategia che conquista i consumatori

Purpose marketing, avere uno scopo o una missione è importante per un brand che vuole dimostrare ai consumatori che ha un obiettivo più “alto e meritevole” del profitto.

Questo scopo può essere legato a temi sociali, di sostenibilità ambientale, all’uguaglianza tra generi, l’inclusione e tutte le questioni di rilevanza culturale, sociale ed economica.

Avere una brand purpose è importante per l’azienda che mostra attenzione particolare alle esigenze dei consumatori non solo dal punto di vista del prodotto o servizio in sé, ma anche delle sue emozioni, pensieri, e posizioni circa un determinato argomento.

Tutto ciò che rende un brand rilevante agli occhi del cliente può rientrare nella strategia di brand purpose.
Se in passato il fine esclusivo delle aziende era quello di generare un profitto, oggi il focus dei brand si sta evolvendo verso nuovi obiettivi.

La quantità di informazioni reperibili dai consumatori sono enormi, diventando i primi a cercare trasparenza, ad esempio, nella produzione di un articolo.
Grazie ad una strategia di brand purpose, un prodotto si colora di un significato più profondo, oltre alle sue caratteristiche tecniche, rispecchiandosi negli stessi valori in cui il consumatore crede e per i quali decide di acquistare.

Il purpose marketing si focalizza sulla creazione di un legame strettamente connesso con il consumatore, dimostrando che il brand si impegna a portare avanti i valori in cui crede, facendo la propria parte per “cambiare il mondo”.

I vantaggi del purpose marketing

Adottare una strategia di brand purpose si rivela vantaggioso per un brand, che risulterà essere più attrattivo, aumentando la fidelizzazione del consumatore e rendendo i dipendenti più orgogliosi di lavorare per un’azienda che supporta temi importanti piuttosto che non considerare i cambiamenti e le esigenze della società.

Esistono tre vantaggi tangibili che derivano dal purpose marketing:

  • Emergere sulla concorrenza: il brand dimostra di avere una missione in più rispetto al solo generare profitto, differenziandosi da un competitor,
  • Aggiungere valore alla vita dei clienti e della società: le persone non acquistano più un prodotto, acquistano una storia, un modo di pensare, un riconoscimento.
    Questo nobiliterà l’attività del brand diventando più attrattivo anche per gli investitori, interessati a scommettere su aziende che hanno un impatto positivo nel mondo,
  • Costruire una forte cultura aziendale: tutti gli stakeholder di un brand sono più intenzionati a partecipare attivamente nella costruzione di una reputazione meritevole se vengono sposate cause volte al miglioramento di diverse problematiche.

Il purpose marketing non è solo teoria e buone intenzioni

I brand che vogliono adottare questa strategia devono pensare ad azioni concrete, indirizzarsi verso il cambiamento, studiare i difetti del proprio processo produttivo, insomma devono essere in grado di dimostrare concretamente come fanno la differenza.
Azioni utili sono, ad esempio, i programmi di responsabilità sociale d’impresa (CSR), investimenti in progetti ambientali, progetti sul benessere dei lavoratori, formazione e istruzione.

Esempi di purpose marketing

Ci sono molte aziende, dai brand più amati a quelli meno conosciuti, che hanno deciso di includere nelle proprie strategie di comunicazione il purpose marketing.

Alcuni dei brand più famosi che hanno adottato il purpose marketing:

Patagonia, brand d’abbigliamento outdoor, attento al contenimento dell’impatto industriale sul pianeta e alla sensibilizzazione dei consumatori al rispetto
dell’ambiente.


L’azione concreta?
Riduzione dei rifiuti tessili e utilizzo di materiali sostenibili nella produzione dei capi d’abbigliamento.

Dove, il brand per l’igiene personale, ha subito un’evoluzione notevole nel corso della sua storia, dagli anni ‘50 ad oggi.

Incoraggiare le donne ad avere una relazione positiva con il proprio corpo è il loro brand purpose, da cui sono nate diverse iniziative di grande successo mediatico tra cui quella del 2019: il progetto #showus che ha promosso la diffusione, attraverso i media tradizionali e social, di immagini promotrici di una visione inclusiva della bellezza, abbattendo gli stereotipi.


Anche Google è un brand socialmente consapevole.
L’iniziativa Google Green ha visto la riduzione dei costi energetici fino al 50% nei data center del colosso american, insieme ad altri progetti con obiettivo il rispetto del pianeta e il minor impatto ambientale possibile nella vita quotidiana in azienda.

Non importa quanto un brand sia “grande” o conosciuto, abbracciare cause importanti e coerenti con la visione generale dell’azienda dimostra l’impegno volto a fare la differenza.

Non bisogna utilizzare, però, il purpose marketing solo come un mezzo per aumentare le vendite.
In tal caso, i consumatori potrebbero percepirlo come una forma di greenwashing e perdere fiducia nel brand, boicottandolo. 

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