Nativi digitali: la nuova classe dei consumatori

Nativi digitali: tecnologicamente esperti, socialmente consapevoli e intraprendenti.

Chi sono i nativi digitali?

Nativi Digitali, conosciuti meglio con il termine: Generazione Z. Sono tutti coloro che sono nati tra il 1997 e il 2010. Nati nel nuovo millennio, dove la tecnologia è sempre più presente e avanza velocemente. I nativi digitali sono per questo tecnologicamente esperti, socialmente consapevoli e intraprendenti.

Ci troviamo di fronte a una generazione che alla fine di questo decennio, rappresenterà la nuova classe dei consumatori, con un notevole potere d’acquisto.

Un consumatore diverso da quello che finora abbiamo incontrato, perché sarà attento al pianeta, per preservarlo, sostenendo tutto ciò che è ecosostenibile e riciclabile. Gli è stato lasciato in “eredità” un mondo pervaso da problemi e cambiamenti climatici, farà quindi il possibile per prendersene cura. Come?

Attraverso il riciclo, la realizzazione di filiere produttive, promuovendo campagne per la pulizia degli oceani, la piantumazione degli alberi, il consumo di cibo da allevamenti sostenibili .

I nativi digitali hanno quindi bisogno di contenuti autentici, che siano vicini al loro mondo, esigono chiarezza e una comunicazione che vada dritta al punto. Le aziende di oggi devono studiare quindi una comunicazione che, sfruttando i social, crei dei contenuti di storytelling sull’azienda, sui suoi valori e sul suo impegno sociale e umanitario!

Nativo tecnologico

I nativi digitali si fidano di più degli influencer, rispetto che alle semplici pubblicità, perché sono ragazzi come loro, nei quali riconoscersi ed è più facile comunicare. Sono molto attenti nella fase di pre-acquisto, vogliono sapere tutto sul prodotto che stanno per acquistare, storia, provenienza, “ingredienti”, se naturali o meno.. il prezzo sarà in secondo piano se queste caratteristiche soddisferanno le loro aspettative.  Una ricerca di Havas dimostra infatti che il 75% dei ragazzi è disposto a scegliere un brand in base all’impegno nell’ambito ambientale, indipendentemente dal prodotto o servizio che esso veicola.

Preferire micro influencer alla celebrità

Queste figure, seppur non conosciute al grande pubblico, sono seguite da migliaia di followers perché parlano in modo approfondito di un tema in cui sono specializzati. In particolare riescono a catturare l’attenzione di individui appartenenti alla loro generazione, che ne condividono modi, abitudini, linguaggio e valori. Figure come ambassador e micro influencer sono un ottimo modo per far conoscere la propria realtà aziendale a un pubblico giovane.

Creare contenuti d’impatto

I nativi digitali prediligono la fruizione di contenuti tramite schermi perciò, non possono mancare i contenuti visivi. Altrettanto importante è però considerare le soluzioni audio, tendenza digitale 2021, come alternativa all’eccessiva stimolazione visiva. Tra i social network più utilizzati vediamo infatti: YouTube, Instagram, Tik Tok e il più recente Clubhouse.

Sono osservatori attenti a chi li circonda

Hanno una forte sensibilità verso temi di tipo etico e sociale. Le aziende che vogliono arrivare al cuore del nativo digitale, dovranno dimostrare la propria presa di posizione su tematiche quali: inclusione di genere, razzismo, unioni Lgbt e questioni di carattere climatico. Non dimentichiamoci che è una generazione attenta alla comunicazione e alla coerenza.

La Gen Z, è sulla buona strada per diventare a breve la più grande generazione di consumatori, parlano un linguaggio differente rispetto a quello a cui si è abituati e hanno buona coscienza di ciò che vogliono e di ciò che si aspettano dalle aziende. Perciò fiducia, chiarezza, interazione e coinvolgimento saranno elementi chiave di un approccio che dovrà porsi in ottica tailor-made.

Zalando diventa Green

Come abbiamo già detto i nativi digitali sono molto informati sui cambiamenti climatici e sono molto attenti a ciò che acquistano.

Zalando ad esempio ha inserito nel suo sito una “etichetta” verde per gli acquisti dei prodotti che rispettano i criteri di sostenibilità. In questo modo l’acquirente potrà effettuare uno shopping consapevole e green, contribuendo allo sviluppo di una filiera sostenibile.

La presa di coscienza di tutto quello che sta succedendo al nostro pianeta, rappresenta un grande passo in avanti. Genera la giusta motivazione per la volontà di agire di un intera generazione.

Fonte: – Il sole 24ore – 

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